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LA DOTTRINA: AMORE VIRTù E L'ANIMA

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 Platone concepisce l'essere umano come un'anima immortale e incorporea, tripartita tra razionale, irascibile e concupiscibile. La sua visione etica si focalizza sulla ricerca della virtù e del Bene, che conducono alla conoscenza e alla rinascita spirituale. L'anima, secondo Platone, è destinata a un viaggio ultraterreno, dove la purezza e la saggezza determinano il destino dopo la morte. L'amore agisce come ponte tra il mondo sensibile e quello intellegibile, spingendo l'anima verso la Bellezza ideale ed eterna. Platone identifica quattro virtù fondamentali: saggezza, coraggio, temperanza e giustizia, che portano all'equilibrio e all'armonia dell'anima. L'obiettivo supremo è la preparazione alla morte attraverso la pratica della filosofia, che mette la conoscenza e la virtù al centro della vita umana. Eros, per Platone, rappresenta il desiderio di ricongiungersi alla completezza originaria, attraverso l'aspirazione alla bellezza, al Bene e alla ...

PLATONE EDUCAZIONE

 La "Repubblica" di Platone, composta tra il 380 e il 370 a.C., esplora l'interconnessione tra l'individuo e la comunità, proponendo uno Stato ideale basato su armonia, virtù e felicità. Platone descrive tre classi: governanti (saggezza), guerrieri (coraggio) e lavoratori (temperanza), con la giustizia rappresentata dall'adempimento dei propri compiti. L'aristocrazia della ragione governa, con i filosofi al comando, mentre Platone critica quattro regimi corrotti in ordine di degenerazione: timocrazia, oligarchia, democrazia e tirannia. Il percorso educativo dei filosofi è rigoroso, con studi di musica, matematica, scienze e filosofia, culminando in una vita pubblica senza possedimenti personali. Nel mito della caverna, Platone simboleggia la formazione del filosofo e la sua missione di governare per il bene comune. Platone critica l'arte come imitazione dell'imitazione, considerandola diseducativa e fuorviante, e sottolinea la supremazia della ragione ...

LA CONOSCENZA SECONDO PLATONE

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 Platone concepisce la conoscenza come reminiscenza, derivante dalla contemplazione delle idee eterne nell'iperuranio prima della nascita. Questo processo, sostenuto dalla dottrina della reincarnazione, permette all'anima di ricordare le idee attraverso l'esperienza sensibile. La corrispondenza tra dualismo ontologico e gnoseologico evidenzia la relazione tra il mondo delle idee perfette e il mondo sensibile mutevole. Platone, simile a Parmenide, considera l'essere eterno e immutabile come fonte di conoscenza stabile. La conoscenza si articola in quattro gradi, dalla sensibile alla razionale, accessibile solo ai filosofi attraverso la dialettica. Questa tecnica, definita "regina delle scienze", ricerca la verità attraverso domande, risposte e un processo dicotomico, individuando il posto delle idee nella dimensione intellegibile.

PLATONE

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Platone, proveniente da una famiglia aristocratica è inizialmente orientato verso la politica, abbandonò tale percorso dopo la condanna a morte di Socrate da parte di Atene. Questo evento, insieme alla crisi politica e alle ingiustizie dell'epoca, lo spinse verso la filosofia, dove cercò definizioni etiche universali. Fondò l'Accademia come centro di ricerca scientifica e religiosa, promuovendo il dialogo come strumento per raggiungere la conoscenza autentica. Platone riconobbe al mito un ruolo didattico e distinse tra il mondo sensibile e quello delle idee, introducendo il concetto di metafisica delle idee. Questo superò il relativismo filosofico e contribuì al progresso socio-politico attraverso il dialogo basato su principi universali.  La delusione politica come stimolo alla ricerca filosofica Platone, di famiglia aristocratica, era all'inizio destinato alla carriera politica, ma dopo che la città di Atene condannò a morte il maestro Socrate, data la delicata situazione...

SOCRATE

Socrate, considerato un sofista, prova interesse per l'uomo e nella parola concentrandosi anche sui valori interiori degli uomini e sulla ricerca della verità. Egli si trova nel mezzo tra il relativismo sofista e l'ostilità aristocratica nei confronti dei sofisti, che corrodono le antiche certezze. Socrate, considerato il filosofo per eccellenza che collega il pensiero alla vita e viceversa, è definito strano e dedito a inutili ricerche in Le nuvole di Aristofane, dove gli viene bruciato il pensatoio, preannunciando in qualche modo la liberazione dal filosofo ateniese con il processo del 399 a.C.. l contesto in cui vive e opera Socrate Socrate, considerato un sofista, dimostra interesse per l'umanità e nella comunicazione, concentrandosi anche sui valori interiori degli individui e sulla ricerca della verità. Si trova in una situazione di conflitto tra il relativismo sofistico e l'opposizione aristocratica ai sofisti, che mina le antiche certezze. Raffigurato come una f...

GORGIA

 La frattura tra il linguaggio e le cose Per Gorgia il relativismo dei valori dava vita a più punti di vista e di conseguenza a più discorsi, quindi il linguaggio è diverso dall'essere. Seguendo questo concetto del "scetticismo metafisico" non esiste nulla di oggettivo perché la parola, una forza conquistatrice, non è la realtà. Il filosofo siciliano definì il linguaggio una forza ammaliatrice. affascinante e conquistatrice perché: - l'essere non esiste, la sua esistenza porta a contraddizioni logiche; - se esistesse non potremmo conoscerlo, in quanto il pensiero è irrealtà, cosa impensabile; - se fosse conosciuto non sarebbe possibile comunicarlo attraverso le parole, in quanto diverse dalle cose. Secondo questi motivi non si possiedono abbastanza strumenti conoscitivi per affermare una verità assoluta e la persuasione delle parole porta alla credibilità di quest'ultime. Lentini, Sicilia Una visione tragica dell'esistenza. Per Gorgia da Lentini l'esistenz...

I SOFISTI

  I sofisti erano filosofi che si occupavano dei problemi dell'uomo e della società. Erano i primi insegnanti a pagamento e diffondevano il loro sapere nella società. Credevano che il sapere dovesse essere utilizzato per entrare in politica, perché questo richiedeva una mentalità aperta e cosmopolita. Protagora, uno dei sofisti più famosi, diceva che "l'uomo è misura di tutte le cose". Questo significa che ogni individuo, ognuno di noi, ha la sua prospettiva e il suo modo di valutare la realtà. Non esiste una verità assoluta, ma dipende dalla nostra esperienza e dalla nostra cultura. Protagora credeva anche nel potere delle parole. Pensava che le parole ben scelte e persuasive potessero influenzare le persone e portare al consenso. Per questo, insegnava l'arte della retorica, ovvero come parlare in modo convincente e persuasivo. Per Protagora, la politica era una delle competenze più importanti. Credeva che il progresso della società dipendesse dalle tecniche, inc...