GLI IONICI E L'ARCHE

 I filosofi ionici, Talete, Anassimandro e Anassimene, sono i primi a cercare il principio originario di tutte le cose. Utilizzando ragionamenti razionali, cercano di spiegare l'origine dell'universo, la vita sulla Terra e il motivo per cui le cose sono come sono. Questa riflessione si sviluppa tra il VII e il VI secolo a.C. a Mileto. I filosofi ionici erano a conoscenza di nozioni tecnico-scientifiche provenienti dalla Media e dalla Babilonia. Talete predisse eclissi, Anassimandro creò la prima carta geografica e l'orologio solare. Questo dimostra che cercavano cause naturali anziché mitiche. Sono considerati i primi intellettuali dell'Occidente e i primi a interrogarsi sull'origine del mondo, definendo l'arché, la materia delle cose, la forza che le ha generate e la legge divina che le domina. Talete individua l'acqua come principio, poiché ogni essere vivente ne è composto e si pensava che all'inizio ci fosse un grande Oceano. Anassimandro, contemporaneo di Talete, definisce l'apeiron, un principio indeterminato e infinito, da cui derivano gli altri principi. Egli crede che le cose si formino attraverso un processo di separazione e differenziazione, creando infiniti mondi che si distruggono e ricompongono all'infinito. Anassimandro ritiene che questa legge necessaria causi l'infelicità umana, che può essere superata solo attraverso la morte.

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